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(Tuscania) BRIGANTI E CARABINIERI A TUSCANIA

€ 12.00  € 10.50

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Titolo: BRIGANTI E CARABINIERI A TUSCANIA NELLA METÀ DELL'OTTOCENTO
Autore: Luigi Tei
Caratteristiche editoriali: cm. 17x24, 120 pagine, illustrazioni in b. n.
Prezzo: € 12,00
Cod. PNP441ES

Il brigante, proprio per la scelta fatta di darsi alla macchia per sfuggire alla giustizia, rappresenta un “ribelle” che tra tanti reati, spesso si è macchiato le mani con il sangue di povere vittime, gli stessi miseri contadini che, soprattutto in Maremma, hanno sofferto per le tristi condizioni ambientali, quando non si sono ammalati di malaria e sovente vi sono morti.
Anche Tuscania ha conosciuto il fenomeno del banditismo dapprima (metà del Cinquecento) e poi del brigantaggio, soprattutto nel XIX secolo. Questa storia costituisce il filo conduttore di quanto Luigi Tei ha saputo documentare raccontando gli avvenimenti salienti accaduti nel territorio di “Toscanella” ove, in particolare, si doveva distinguere la figura di Damiano Menichetti, con il degno compagno Fortunato Ansuini, conosciuti come le “belve di San Magno”. Ovviamente l’autore non si limita alla semplice elencazione degli avvenimenti delittuosi accaduti o a ricordare i tanti nomi di briganti e brigantelli, ma illustra e propone la lettura del fenomeno del “ribellismo” maremmano nel suo complesso, indicando le cause di degrado morale, sociale ed economico che ne sono stati i “segnali” più inquietanti nello spazio di quelle generazioni vissute tra i due regni: lo Stato Pontificio fino al 1870 e, quindi, il Regno d’Italia.
All’opera di Tei si deve quindi il merito di aver ricordato tanti di questi avvenimenti ma anche il completo recupero della memoria documentaria e poetica che ha riguardato soprattutto le gesta di Menichetti, dalla famosa ballata alle ottave scritte dallo stesso brigante. Giustamente la storia dei briganti non si può scrivere se non si ricordano i sacrifici dei gendarmi pontifici e poi dei reali carabinieri che venivano mandati allo sbaraglio per combattere il brigantaggio in questa inospitale Maremma. Appare doveroso ricordare qui Sebastiano Preta, giovane Brigadiere dei Reali Carabinieri, caduto nel 1891 nello scontro a fuoco con Menichetti e Ansuini. A lui si deve aggiungere anche la memoria del carabiniere di Tuscania Fortunato Cristanelli, ucciso in un altro scontro con il brigante Pappatani. Questo aspetto, relativo alla morte dei servitori dello Stato, spesso è un evento non sufficientemente approfondito negli studi dedicati alla rievocazione del fenomeno qui trattato.(Romualdo Luzi)




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